Qui comincian gli avvenimenti di noi diciotto impenitenti che
distrutti dal lavoro, sognando palme e spiagge d'oro, decidemmo di viaggiare, lasciar
tutto e lontan volare.
Treni, aerei, barche e pikap per andare in varie città e
conoscere, comsà, isole Comore, Sciara e Sanà.
Sole, mare, luna e stelle, vedemmo tante cose belle; mirra,
incenso,lang-lang,giambie,collane e souvenir,uvapassa,charry,the,cardamomo, spezie e
caffè.
Ma il timor delle zanzare chili d'autan ci fece spruzzare. Croce
del sud non vista fu, in compenso mangiammo zebù.
A pranzo sempre le baghette con banane e scatolette, a cena
tonno, riso ed insalate, a iosa aragoste, seppur congelate.
Però durante l'avventura fummo scossi da una paura: al
matrimonio un toro infuriò e per terra Angelo cascò.
Dimenticar la scena non potrei, continuava a dire: "ma tu
chi sei?!"
Per fortuna fu cosa lieve, occorse solo riposo breve.
Ricominciarono così tamburriate e canti la sera e il dì.
Per viaggiare, si sa, ci vuole spirito d'avventura e tanto amore,
amore, sì, per l'incontrare, vedere, conoscere e sempre girare; occorre però sapersi
adattare, aver voglia d'imparare e soprattutto saper apprezzare.
Ora a casa abbiam fatto ritorno, ma nelle mente rimane il ricordo
e le amicizie continueranno se tutti internet adopereranno. Ah, quasi scordavo di
ricordare: dobbiamo il lariam continuare a pigliare!!!