La Galleria dei Maestri

LLLa nona colonna della scacchiera

© 2002 by L.B.

 

Si mente più del previsto
per mancanza di fantasia:
anche la realtà s'inventa.

Machado

Navigando in rete mi è capitato di incappare in un articoletto che concerne la mia persona e che mi riporta a tempi lontani e non troppo felici, allorché distraevo il mio istinto di sopravvivenza nell'astrazione del Nobil Giuoco. L'articolo è inserito nella collezione dell'effervescente rivista Caissa - L'Eco di Caissa - e risale al luglio del '90. Gli autori, Riccardo Del Dotto e Andrea Venturi, evocano il mistico concetto della nona colonna per spiegare il fatto (in sé affatto straordinario) che avevo sconfitto il Venturi medesimo in un torneo fiorentino. In realtà non sarebbe necessario scomodare la magia quando il giocatore più forte, al di là di oroscopi sinistrati e bioritmi disordinati, vince col più debole. È legge di natura, come già disse Capablanca: «Il bravo giocatore è sempre fortunato». L'articolo è però interessante e lo riproduco per dovere di cronaca e di critica:

LA NONA COLONNA

Che cos'è la nona colonna?
Riccardo Del Dotto

È risaputo da tutti che nel gioco degli scacchi vi sono otto colonne. Eppure ne esiste un'altra che non si limita a quattro caselle bianche e nere, ma si protrae molto più in là; è difficile da occupare e non si può controllare con una semplice mossa di Torre. La nona colonna durante una partita può passare spesso dalle mani di un giocatore all'altro e necessita sempre di un controllo continuo, costante attento. Si è ora capito che la nona colonna è una colonna immaginaria che si viene ad instaurare tra i due avversari che si affrontano davanti alla scacchiera. Una partita a scacchi talvolta non si limita ad una lotta tra 32 pezzi di legno, ma è una continua battaglia tra due menti in costante concentrazione, con l'unico fine di superare l'avversario. Ed è proprio di questi aspetti psicologici, di queste tensioni emotive che noi in questa nuova rubrica vogliamo parlarvi [...], per mezzo di scontri caratteristici per il possesso di questa nona colonna, ancora così misteriosa e difficilmente raggiungibile.

L'allucinazione
Andrea Venturi

In questa partita è successo ciò che non mi era mai accaduto in molti anni che gioco a scacchi. Dopo aver condotto per circa due ore una partita esemplare, sfruttando il minimo errore concessomi dal mio avversario (peraltro molto forte), giocando una serie di mosse azzardate, ma ottime ai fini della posizione raggiunta, sono riuscito a creare una posizione nettamente superiore. A questo punto è successo l'inverosimile: alla 23a mossa Dg5+ ho abbandonato, convinto di prendere MATTO imparabile.

L. Barsi - A. Venturi (Firenze 1988) Caro-Kann B12
Commentano Luigi e Riccardo Del Dotto

1. e4 c6 2. d4 d5 3. e5 e6 4. Cf3 c5 Rientrando in una Difesa Francese, ma con un tempo in meno per il Nero. 5. c3 Cc6 6. Ae2 Ad7 7. 0-0 c4 8. Te1 Ae7 9. Cbd2 Ch6 10. Cf1 Cf5 11. Ce3 g5!? Una caratteristica mossa avventurosa, stile Venturi. 12. Cxf5 exf5 13. b3 b5 14. a4 Ca5 15. bxc4 bxc4 16. Cd2 g4 17. Cxc4!? Un interessante sacrificio di pezzo per i pedoni centrali. 17. ... Cxc4 18. Axc4 dxc4 19. d5 0-0 20. Ah6 Te8 21. Dd2 Db6 22. d6 Af8 23. Dg5+ ed il Nero ABBANDONA???

Il Bianco giocò Dg5+ convinto di dare MATTO in due mosse. Il Nero deve aver percepito questa convinzione ed anch'egli si è creduto spacciato. Soltanto due giorni dopo Andrea ci propose questa posizione e dopo 23. ... Rh8 credeva di prendere MATTO con 24. Df6. Solo allora si accorse che dopo 24. ... Rg8 al Bianco non restava che lo Scacco Perpetuo. Lo stesso Barsi rimase incredibilmente sorpreso nell'apprendere che il suo «MATTO» era stato soltanto frutto di un'allucinazione. Ciò dimostra che talvolta la sicurezza del giocatore che ha in mano la nona colonna può essere trasmessa in modo quasi telepatico all'avversario che si assoggetta quindi ad uno stato di inferiorità. Bisogna dunque saper approfittare al momento più propizio di questa nona colonna, che in certi casi garantisce un vantaggio assai importante.

La ricostruzione soprannaturale degli articolisti, benché gratificante per un comune mortale (per di più ateo) quale sono, è suggestiva ma tristemente lontana dalla realtà.  La sera prima, infatti, avevo tirato le luci dell'alba (del giorno dopo) col mio amico Doriano Tocchioni, e ci eravamo presentati al funesto appuntamento mattutino stralunati e spiritati come barboni. Doriano - un autentico predone - pagò subito dazio al dr. Martini, raffinatissimo giocatore, che nell'arco di cinque minuti gli soffiò tre Pedoni, una Qualità e la partita. A me andò meglio, ma solo perché mi capitò il Venturi, che affrontai con sonnolenta nonchalance, sicuro com'ero che la mia «aristocrazia» scacchistica mi consentisse di sbrigarmela anche in dormiveglia. Si trattò insomma di comunissima presunzione! In antitesi alla mistica scacchistica di Del Dotto & C., vieppiù, ecco una partita (delle mie più disperate) in cui, col mio titolato avversario - il Maestro Internazionale Paolo Vezzosi - rasentammo per tutto il pomeriggio il lakeriano abisso della scacchiera, dimostrando senza ombra di dubbio che non c'è bisogno del paradiso per spiegare l'inferno!

L. Barsi - P. Vezzosi
XVII° Campionato Italiano Individuale UISP
(Montecatini Terme, 4 dicembre 1996)
Indiana Bogoljubov E11

1. d4 Cf6 2. c4 e6 3. Cf3 Ab4+ 4. Ad2 c5!? Dernier cri. 5. Axb4 cxb4 6. a3 Db6? Un'innovazione indegna di emuli. 7. Da4 Naïf. Era più contundente 7. c5 Da5 8. Cbd2 con vantaggio per il Bianco. 7. ... bxa3 8. Dxa3 d6 9. Cbd2 0-0 10. e3 Ca6 11. Ad3 Un alloggio provvisorio! 11. ... Te8 Nei suoi panni avrei preferito 11. ... Cb4 ove se 12. Ab1 (com'era nei miei voti) allora 12. ... Ad7 e poi ... Ac6. 12. 0-0 e5 13. c5! Un ispirato interludio tattico! 13. ... dxc5 14. dxe5 Cg4 15. Da4 Un'intermedia strabica. Parimenti interessante era 15. Cc4. 15. ... Te7 16. De4 g6?? Harakiri! Era di prammatica 16. ... f5 con risultanze controverse. 17. Txa6 Af5 18. Df4?? Un suicidio! Era elementare e consequenziale 18. Txb6 Axe4 19. Td6 (19. Tb3). 18. ... bxa6 19. Axf5?? Ahimè, il diabolicum perseverare trascende ogni humanum errare... Nonostante tutto, dopo 19. Cc4! Dc6 (19. ... De6? 20. e4) 20. Axf5 gxf5 21. Ch4! l'attacco del Bianco è veemente. 19. ... gxf5 20. h3 Deprimente l'alternativa 20. Dg5+ Rf8 21. Dxf5 Dg6, con un misero Pedone per la Qualità. 20. ... Ch6 21. Cc4 Dg6 22. Td1 Rh8 23. Td6 Te6 24. Cg5 Tg8 Ormai miracolato, il Nero brama l'eterno! 25. h4 Txd6 26. Cxd6 Improponibile 26. exd6?? f6. 26. ... f6 27. exf6 Dxf6 28. g3 Il Bianco è in una valle di lacrime... 28. ... Dxb2?? ... ora anche il Nero! Prima di interessarsi al diseredato Pb2, Paolo avrebbe dovuto pensare alla sua sicurezza (per esempio con 28. ... Td8). 29. Ce6? Ennesimo manifesto contro la praticità: 31. Cgf7+! Cxf7 32. Cxf7+ Rg7 33. Cg5! con effetti disgreganti. 29. ... Tg6 Aleggia l'incubo dei Cavalli: 29. ... Df6 30. Dxh6! Dxh6?? 31. Cf7 matto! 30. Dxh6! Un'ipnotica apparenza. 30. ... Txh6? Il continuo alternarsi di miserie e magie produce un esito interlocutorio! Nelle analisi post mortem considerammo 30. ... Df6! 31. Df4 Dxe6 32. Cxf5 Tg8, da cui un duraturo vantaggio per il Nero. 31. Cf7+ patta per scacco perpetuo. Tutto in otto colonne!

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