La galleria dei Maestri

Vera Menchik

Vera Menchik nacque a Mosca il 16 febbraio 1906 da papà cecoslovacco e mamma inglese. Vera, ancora adolescente, si trasferì in Inghilterra con la famiglia nei primi anni '20, dove prestissimo dimostrò il suo talento scacchistico sbancando il Campionato Inglese delle Ragazze. La giovinetta si era approssimata ai circoli scacchistici per supplire alla menomazione di non spiccicare una parola d'inglese, e gli scacchi, grazie al cielo, non esigevano una loquela elisabettiana!

I suoi mentori furono il GM ungherese Geza Maroczy (1870-1951) – trasferitosi in Inghilterra dopo la prima Guerra Mondiale – il quale le svelò il segreto dei finali, e l'inglese John Arthur James Drewitt (1873-1931), il quale le dipanò il labirinto delle aperture.

La carriera della Menchik fu straordinaria.Nel 1926 divenne Campionessa del Mondo junior, per ripetersi l'anno dopo.Nel 1927, in concomitanza al Torneo delle Nazioni (l'Olimpiade) di Londra, si disputò il primo Campionato del Mondo femminile. Vera partecipò per i vessilli russi e stravinse con lo strabiliante punteggio di 10½ su 11.

Nei cinque Campionati seguenti giocò invece sempre per la Cecoslovacchia. Le sue vittorie si consumavano in pompa magna: 6½ su 8 ad Amburgo nel 1930, 8 su 8 a Praga nel 1931, 14 su 14 a Folkestone nel 1933, 9 su 9 a Varsavia nel 1935 fino all'ennesimo cappotto (14 su 14) a Stoccolma nel 1937.

Per la storia, rammentiamo che anche la sorellina di Vera, Olga Menchik (poi Rubery), si destreggiò in due Campionati del Mondo (Varsavia e Stoccolma), giungendo rispettivamente quarta e ventesima. Olga Menchik fu inoltre vice Campionessa del Mondo junior nel 1927.

A quanto pare le sorelle ungheresi Polgar non sono la prima industria familiare nel mondo degli scacchi in rosa!

Nel 1937 Vera impalmò Rufus Henry Streatfeild Stevenson (1878-1943), d'onde le fu riconosciuta l'agognata nazionalità inglese.

Nel giugno dello stesso anno al Semmering, titolo in palio, vinse un match contro la teutonica Sonia Graf per 11½ a 4½ (+9 =5 –2). Era la riedizione di un altro match sempre disputato fra le due donne a Rotterdam nel 1934, e nel quale Vera aveva ugualmente prevalso per 3 a 1.

Nel 1939 a Buenos Aires, infine, sotto la bandiera inglese, Vera stravinse il suo ennesimo titolo col punteggio quasi perfetto di 18 su 19.

La somma dei suoi risultati “mondiali” ci riflette uno score straordinario e forse irripetibile: 77 vittorie, 8 patte e 3 sconfitte!

Vera non si limitò peraltro ai soli tornei femminili, ma si cimentò con successo anche nei ben più probanti tornei per soli uomini. Scarborough (1928 e 1930), Karlsbad (1929), Barcellona (1929), Parigi (1929), Hastings (1930, 1931, 1932, 1934, 1936), Canterbury (1930), Worcester (1931), Margate (1929, 1935, 1937, 1938, 1939), Londra (1932, 1938, 1939), Lodz (1938), Maribor (1934), Mosca (1935), Padrebady (1936), e Montevideo (1939) sono alcune delle tappe della sua carriera fenomenale.

Il suo miglior risultato è probabilmente la seconda piazza con 5 su 7 alle spalle di Capablanca nel torneo di Ramsgate del 1929.

Il Maestro tedesco Albert Becker (1896-1984), alla vigilia del Torneo Internazionale di Karlsbad nel 1929, costituì il “Club di Vera Menchik”, in cui intendeva esporre al pubblico ludibrio tutti coloro che con lei avessero perso. Manco a dirlo, toccò proprio a lui inaugurare il suo club! Ma con gli anni furono in tanti a fargli compagnia: Max Euwe, Sultan Khan, Sammy Reshevsky, Friedrich Sämisch, Edgar Colle ecc.

L'ultimo successo di Vera fu la vittoria in un match contro il veterano tedesco Jacques Mieses (1865-1954) per 6½ a 3 ½ (+4 =5 –1).

Sulla base dei risultati ottenuti, possiamo stimare il suo Elo a circa 2400 punti.

Il 26 giugno 1944 una bomba V1 si abbatté sul quartiere Clapham di Londra dove vivevano Vera, la sorella Olga e la mamma e le seppellì sul colpo.

Pedanti cavillatori hanno disquisito fino alla nausea se il luogo sia Londra piuttosto che Kent: decimetro alla mano, è stato inoppugnabilmente stabilito che Clapham è più a Londra che non a Kent… La versione più corretta è dunque “in un sobborgo di Londra” o “nei pressi di Londra”.Vera morì nel fiore dei suoi anni, tantoché nessuno può dire quanto ancora avrebbe potuto fare né dove sarebbe potuta arrivare.Dal match del '37 contro la Graf, ecco l'Immortale degli scacchi in rosa:

V. Menchik - S. Graf

(14a del match; Semmering 1937)

Semi Slava D46

1. c4 e6 2. Cc3 d5 3. d4 Cf6 4. Cf3 Cbd7 5. e3 c6 6. Ad3 Ae7

Merano addio (6. … d:c4)!

7. 0-0 0-0 8. e4

L'alternativa è (era) 8. b3, di scena nella 23a partita del match per il titolo Alekhine - Bogoljubov (Amsterdam 1929), ove il Nero proseguì con 8. … d:e4 9. C:e4 b6.

8. … d:e4 9. C:e4 C:e4(?) 10. A:e4 Cf6 11. Ac2 c5 12. d:c5 Da5

Il finale non sarebbe piacevole per il Nero (data la maggioranza avversaria sull'ala di Donna), sicché bisogna rassegnarsi a lasciar correre sull'ala di Re.

13. Ae3!

Obbliga il Nero a ostruire c5, in teoria la casa migliore per la Donna.

13. … A:c5 14. Ad2! Dc7

Se 14. … Ab4 allora 15. a3 A:d2 16. D:d2 con manifesto vantaggio. Il Nero dunque asseconda l'attacco avversario sull'ala di Re, contando su un ingegnoso tranello posizionale.

15. Ac3 Ae7 16. De2 b6 17. Cg5!

Giacché se 17. A:f6 A:f6 18. De4 – di primo acchito fatale – 18. … g6 19. D:a8 Ab7 20. D:a7 Ta8 21. D:a8+ A:a8 e, nonostante due Torri e Pedone compensino oltremodo la Donna, il Bianco avrebbe dovuto in quel caso fronteggiare due Alfieri estremamente aggressivi.

17. … g6 18. Df3 Ab7 19. Dh3 h5 20. Tad1!

Minaccia 21. C:e6! e prelude, al contempo, all'elegantissima chiusa finale.

20. … Cg4 21. Td7!!

Non subito 21. D:h5? D:h2+! 22. D:h2 C:h2 23. R:h2 A:g5. Ora invece il sacrificio di Donna 22. D:h5 g:h5 23. Ah7 matto, non può più essere evitato. Perciò…

21. … il Nero abbandona.

Se infatti 21. … D:d7 allora 22. D:h5! g:h5 23. Ah7 matto.

Tredici giorni dopo a Stoccolma Vera sferruzzò uno stupefacente cappotto con 14 su 14! Fu il Mondiale in cui si affacciò alla ribalta la stella della fiorentina Clarice Benini, che non solo giunse seconda assoluta, ma persino nello scontro diretto con Vera dominò a lungo la scacchiera, per poi sciupare tutto in dirittura d'arrivo. Si tratta di una partita irreperibile. C'è forse qualcuno che può farcela pervenire? Per intanto, alla prossima!

© G.L. 2001

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