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ETTORE MAJORANA Maestro del Paradosso
© 2001 G.L. & B.L.
Nel suo straordinario pamphlet “La scomparsa di Majorana” (Einaudi, Torino, 1981), Leonardo Sciascia scrisse che Ettore Majorana, il “tormentato, l’incerto, il prodigioso giovane fisico” siciliano (Catania, 5 agosto 1906), colui che per “rifiuto della scienza” e della morte per atomo, si eclissò in una “morte” pirandelliana la sera del 26 marzo 1938, si dilettava di scacchi! Ciò è testimoniato dal suo incontro a Lipsia con Werner Heisenberg, il fisico tedesco del Reich, risalente al 1933 (dal 20 gennaio ai primi di agosto, allorché Majorana rientrò a Roma). Quell’incontro fu senz’altro il più significativo, il più campale della sua vita e, arguisce Sciascia, “più sul piano umano che su quello della ricerca scientifica”. Dall’Istituto di Fisica di Lipsia, il 22 febbraio 1933 Ettore Majorana indirizzava alla madre una delle sue frequenti lettere: Nell’ultimo “colloquio”, riunione settimanale a cui partecipano un centinaio fra fisici, matematici, chimici, etc., Heisenberg ha parlato della teoria dei nuclei e mi ha fatto molta réclame a proposito di un lavoro che ho fatto qui. Siamo diventati abbastanza amici in seguito a molte discussioni scientifiche e ad alcune partite a scacchi. Le occasioni per queste sono offerte dai ricevimenti che egli offre tutti i martedì sera ai professori e studenti dell’istituto di fisica teorica. Leonardo Sciascia constata che “In quanto agli scacchi, Majorana ne era, fin da bambino, campione: a sette anni scacchista lo troviamo nella cronaca di un giornale catanese”. Una constatazione, tuttavia,
ancora in attesa di conferma. Qualcuno può dirci di più?
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