Scacchisti   per caso

Fidel  Castro


 
 

© 2003  B.L.
 
 


Dopo aver celebrato la valentia scacchistica del mitico Che, non possiamo sorvolare sulla intermittente “scaccofobia” del leader maximo — ancora vivente, il che è un miracolo — della Rivoluzione Cubana: il comunista-gesuita Fidel Castro, aduso a sfidare il Che sulle alture nei trepidanti giorni della “clandestinità” rivoluzionaria. Fidel, come avversario, non fu mai all’altezza del Che, onde per cui è da ritenere che il loro incrociar le lame alla scacchiera fosse più una sorta di training autogeno che non un esercizio di agonismo intellettuale. Più probabilmente Fidel dirottava le sue doti di comprensione e di lungimiranza altrove (e forse con ragione) che non sulle 64 case.
La Storia lo ricorderà se non altro per aver donato una scacchiera al GM yankee Bobby Fischer in occasione delle Olimpiadi Scacchistiche disputate all’Avana nel 1966, “momento” imortalato da più di un obiettivo fotografico.
Ecco tuttavia una sua partita — definita “impressionante” dai soliti Mike Fox e Richard James — contro un avversario di cui sarebbe arduo stimare la forza:


Filiberto Terrazas - Fidel Castro

(L’Avana 1966)
Gambetto di Re

1. e4 e5 2. f4 exf4 3. Cf3 Ad6 4. d4 h6 5. e5 Ab4+ 6. c3 Aa5 7. Axf4 g5 8. Ag3 De7 9. Ae2 d6 10. exd6 cxd6 11. Da4+ Cc6 12. d5 Ad8 13. dxc6 b5 14. Dxb5 a6 15. Da4 g4 16. c7+ Ad7 17. c8=D Txc8 18. Dd4 gxf3 19. Dxh8 Dxe2#.




c) 2003.

 
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